I consulenti di Officine Mak sono già attivi “per individuare rapidamente una soluzione progettuale che rispetti le indicazioni della Soprintendenza e si integri con il contesto urbano”.
Officine Mak: “Lavoriamo per rivedere il progetto dell’Ex Manifattura”
La società proprietaria dell’area ha fatto sapere di essere già al lavoro dopo la bocciatura da parte della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio di Milano delle torri residenziali previste nel progetto di recupero dell’Ex Manifattura di Legnano. Officine Mak “conferma e ribadisce la forte volontà di completare l’iter urbanistico per il recupero dell’area” e spiega in una nota:
“In merito allo sviluppo del piano di recupero dell’Ambito di trasformazione Ex Manifattura, la Soprintendenza ha espresso parere favorevole sulla quasi totalità degli aspetti urbanistici e progettuali presentati. L’unico rilievo emerso riguarda la componente specificamente destinata al residenziale, per la quale l’ente ha formulato un parere negativo. A questo proposito, la società Officine Mak ha già attivato i propri consulenti, che sono al lavoro per individuare tempestivamente una soluzione progettuale ideale, capace di recepire le indicazioni della Soprintendenza e integrarsi perfettamente nel contesto urbano”.
La proprietà intende rivedere il proprio progetto per armonizzare gli edifici residenziali con l’Opificio e gli altri edifici storici tutelati. Uno dei rilievi della Soprintendenza ha evidenziato che “I tre nuovi corpi di fabbrica risultano quali elementi totalmente estranei al contesto, non ricercando un equilibrio armonico tra le parti nuove e le parti antiche” e ha richiesto di “ridimensionare in maniera significativa i corpi di fabbrica”.
I rilievi della Soprintendenza accendono il dibattito politico
Il parere negativo della Soprintendenza ha acceso il dibattito politico in città, con il candidato sindaco del centrodestra Mario Almici che parla di “stroncatura” e Carolina Toia, candidata sindaco della lista che porta il suo nome, che chiede “trasparenza” su un progetto “tenuto volutamente troppo a lungo lontano dal confronto pubblico”. Entrambi sottolineano il “fallimento” della Giunta guidata dal sindaco Lorenzo Radice, che ribatte affermando che i rilievi della Soprintendenza non ostacolano il recupero: “Anche la proprietà lo conferma: la Manifattura va avanti, a dispetto di chi afferma il contrario”.
Radice: “Chi ha detto che era tutto fermo, ammetta che non era vero”
Dopo l’analisi di Officine Mak, Radice commenta:
“Lo avevo già detto: la Soprintendenza non ha bocciato il progetto; ha espresso una valutazione positiva sugli interventi sugli edifici storici e sulle funzioni pubbliche, che sono le componenti più rilevanti per la città: il recupero della Manifattura storica, gli spazi pubblici e il progetto universitario. Abbiamo sempre avuto una linea chiara: salvaguardare e valorizzare la parte storica della Manifattura, riportare vita in un’area abbandonata da decenni e creare nuove opportunità pubbliche e formative per Legnano. È esattamente questa impostazione che oggi trova conferma. Le modifiche richieste riguardano la componente residenziale. Certo, si tratta di modifiche significative, ma non fermano né cancellano l’intero intervento; anzi, lo rendono ancora più solido, avendo ottenuto importanti approvazioni sulle parti vincolate. E questo è confermato dalla proprietà stessa dell’area.”
Successivamente, la stoccata:
“Appare però incredibile che dimostri più attenzione e responsabilità verso il futuro della città chi viene da fuori per investirci piuttosto di chi ambisce a governarla. Chi ha raccontato ai cittadini, con malcelata soddisfazione, che tutto il progetto era saltato dovrebbe avere l’onestà di ammettere che non era vero. La differenza è tutta qui: c’è chi, davanti a sfide complesse e lunghe come la trasformazione della Manifattura, necessaria per portare l’università a Legnano, si limita a dire ‘non succederà mai’, ‘non si può fare’, ‘l’università non arriverà mai’; e c’è chi sceglie di costruire percorsi, affrontare gli ostacoli, dialogare con gli enti e lavorare ogni giorno affinché le cose accadano davvero. Per rigenerare aree abbandonate da decenni, attrarre università, creare nuove opportunità e trasformare una città servono visione, determinazione e coraggio. È molto più facile alimentare paure e rassegnazione. Noi continueremo a scegliere l’ambizione, la serietà e la voglia di portare a casa risultati per Legnano.”