Istituto Bernocchi

Rosa Genoni: la pioniera del made in Italy e dell’emancipazione femminile

Gli studenti del corso Moda incontrano Fabiana Podreider Lenzi, discendente della stilista, per esplorare l'eredità di Genoni e la sua lotta per una moda italiana autonoma.

Rosa Genoni: la pioniera del made in Italy e dell’emancipazione femminile

Gli studenti dell’Isis Bernocchi di Legnano hanno recentemente approfondito la figura di Rosa Genoni, stilista e sarta pioniera del made in Italy, nonché intellettuale e attivista politica. La sua eredità culturale e sociale continua a ispirare le nuove generazioni.

Incontro con Fabiana Podreider Lenzi

Il 15 maggio, gli studenti dell’indirizzo Moda hanno partecipato a un incontro con Fabiana Podreider Lenzi, discendente di Rosa Genoni e divulgatrice della sua storia. Questo incontro ha rappresentato un’importante opportunità per esplorare non solo il percorso creativo di Genoni, ma anche il significato sociale e politico del suo lavoro, strettamente legato alla storia dell’emancipazione femminile. Podreider Lenzi, che gestisce un archivio storico dedicato a Genoni a Milano, ha tratteggiato la vita dinamica e moderna della stilista, mettendo in luce anche il suo legame con Legnano. Rosa Genoni sposò infatti Alfredo Podreider, l’avvocato noto per aver difeso l’assassino di Franco Tosi facendo leva sulle condizioni di disagio della classe operaia.

Da “piscinina” a stilista di fama

La storia di Rosa Genoni inizia in umili circostanze. Trasferitasi a Milano da bambina, iniziò a lavorare come “piscinina” – termine con cui venivano indicate le giovani apprendiste – nella sartoria della zia, continuando nel contempo gli studi serali, incluso un corso di francese, fondamentale per il settore moda dell’epoca. La sua coscienza politica si sviluppò anche grazie all’ambiente familiare, dove si tenevano discussioni civili, influenzate dallo zio ex garibaldino. Un viaggio a Parigi, dove accompagnò a soli 17 anni dirigenti del Partito Operaio Italiano a un convegno internazionale, le aprì gli occhi sul potenziale della creatività italiana. A Parigi rimase per tre anni, comprendendo come i couturier francesi traessero ispirazione dalla pittura rinascimentale italiana e affermando l’idea che l’Italia potesse avere una propria identità stilistica.

L’intuizione del made in Italy

Rosa Genoni proseguì la sua carriera lungo due direttrici interconnesse: la lotta per una moda autenticamente italiana e l’impegno per i diritti delle lavoratrici nel settore tessile. Nel 1906, durante l’Esposizione Internazionale di Milano, presentò una collezione ispirata al Rinascimento italiano, affiancando i grandi stilisti francesi. Due capi di quella collezione sono oggi conservati a Palazzo Pitti, testimoniando la sua influenza nella nascita del made in Italy.

Moda e diritti: un impegno doppio

Genoni fu anche una figura centrale nelle lotte sociali e femminili del suo tempo. Convinta che la moda potesse essere uno strumento di emancipazione, promosse un’idea di donna moderna e attiva, espressa attraverso gli abiti che disegnava.

Gli studenti reinterpretano l’abito “Tanagra”

Al termine dell’incontro, gli studenti delle classi 3ª V e 4ª V dell’indirizzo Moda hanno presentato a Fabiana Podreider Lenzi figurini ispirati all’abito “Tanagra”, reinterpretato in chiave contemporanea. Questo celebre modello, realizzato da Genoni e indossato durante il primo Congresso delle donne italiane nel 1908, rappresentava un vero e proprio “manifesto indossabile”. Con la sua linea morbida e drappeggiata, priva di corsetto, proponeva un ideale femminile nuovo, lontano dai vincoli della moda tradizionale e vicino all’idea di una donna emancipata. Un messaggio che, a oltre un secolo di distanza, continua a risuonare tra i giovani e nel mondo della moda.