Il sistema trasfusionale lombardo segna un’importante crescita nel 2025, con le donazioni in plasmaferesi che raggiungono 89.210 unità, segnando un incremento dell’8,24% rispetto all’anno precedente. Il dato è stato comunicato durante la 55esima assemblea regionale di Avis Lombardia, tenutasi domenica 26 aprile, che ha visto la partecipazione delle 12 Avis provinciali, per un totale di 633 sedi comunali.
«Unità d’intenti fondamentale»
Il presidente di Avis Lombardia Pierangelo Colavito, in carica dal 2016 al 2024, ha sottolineato l’importanza della responsabilità all’interno dell’associazione:
«Essere al servizio di questa associazione non è un onore, ma un impegno quotidiano verso i soci e i pazienti che dipendono dal nostro operato».
Colavito ha messo in evidenza le sfide attuali:
«Oggi siamo qui per scegliere la speranza invece della paura, l’unità invece del conflitto».
Ha ribadito la necessità di mantenere la coesione:
«La nostra forza è nella sintesi e nel confronto, non possiamo permetterci divisioni, soprattutto ora che Avis è sotto attacco».
«Infiltrazione silenziosa di soggetti profit»
Colavito ha avvertito riguardo a un’azione subdola:
«Non si tratta di un attacco diretto, ma di un’infiltrazione organizzata da soggetti profit che, sotto il pretesto dell’aiuto, si appropriano di spazi che non gli appartengono. Questi soggetti, con la promessa di supporto, entrano nel nostro sistema e acquisiscono dati sensibili, trasformando il dono in profitto. Questa non è assistenza, ma appropriazione».
«Il sangue non è merce»
Colavito ha insistito sull’importanza della normativa vigente:
«Promuovere e fidelizzare i donatori è compito delle associazioni di volontariato. Delegare queste funzioni a chi cerca profitto viola lo spirito della norma e tradisce la fiducia dei donatori. Dobbiamo affermare con fermezza: il sangue non è una merce, il dono non è un prodotto. Se non fermiamo questa deriva, perderemo il senso stesso di essere Avis».
Approvata una mozione di vigilanza
Durante l’assemblea, i delegati hanno approvato una mozione di vigilanza per proteggere i principi di gratuità, anonimato e volontarietà del dono del sangue.
Donazioni di sangue in calo, plasma in crescita
Nel 2025, Avis Lombardia conta 271.534 soci, di cui 262.853 donatori attivi. Le donazioni totali sono 463.891, in lieve diminuzione dello 0,54% rispetto al 2024, principalmente per quanto riguarda il sangue intero, mentre il plasma continua a crescere, evidenziando una trasformazione strutturale del sistema.
La distribuzione territoriale dell’associazione rimane capillare: a Bergamo ci sono 157 sedi e 35.058 donatori; a Brescia 103 sedi e 35.943 donatori; a Como 21 sedi e 15.998 donatori; a Cremona 53 sedi e 15.985 donatori; a Lecco 19 sedi e 15.581 donatori; a Lodi 15 sedi e 7.460 donatori; a Mantova 87 sedi e 16.865 donatori; a Milano 79 sedi e 53.139 donatori; a Monza e Brianza 40 sedi e 22.335 donatori; a Pavia 19 sedi e 12.791 donatori; a Sondrio 10 sedi e 8.008 donatori; a Varese 42 sedi e 23.690 donatori.
Un fatto positivo è il ricambio associativo, con 24.118 nuovi iscritti nel 2025, in aumento del 14,06% rispetto all’anno precedente, segno di un buon attrattività verso nuovi donatori, fondamentale per garantire la continuità del sistema.
Guardando al futuro, Colavito ha sottolineato la necessità di evolvere:
«Non possiamo limitarci a gestire l’esistente, dobbiamo trasformare le idee in azioni e formare una classe dirigente capace di guidare Avis nei prossimi anni».
Durante l’assemblea, tenutasi presso Cometa, un’organizzazione educativa e sociale di Como, è stato ribadito che la crescita del plasma rappresenta un risultato positivo e una sfida strategica per il futuro. Avis Lombardia intende affrontare questa sfida rafforzando il legame con i territori e coinvolgendo le nuove generazioni, promuovendo una cultura del dono sempre più consapevole.