“’Va tutto bene’ dicono dalla Giunta comunale, una narrazione che nasconde l’assenza di contenuti”: è questa l’opinione della lista di minoranza Sanvittore SiCura, che interviene nel dibattito politico di San Vittore Olona.
Critiche all’operato della Giunta
La lista, guidata dal capogruppo Fabrizio Sberna, si unisce ad altre forze politiche per esprimere dissenso riguardo all’operato dell’Amministrazione e al bilancio consuntivo 2025 presentato durante l’ultima seduta del Consiglio comunale.
“’Va tutto bene’. Più che una valutazione amministrativa, sembra diventata una linea difensiva. Un ritornello ripetuto mentre la realtà raccontata nell’ultimo Consiglio comunale va in tutt’altra direzione. Perché quando il confronto istituzionale si riduce a polemiche ripetitive, risposte evasive e responsabilità scaricate sistematicamente altrove, il problema non è il tono del dibattito: è l’assenza di sostanza politica. Non si tratta di episodi isolati, ma di un metodo ormai consolidato: evitare il merito, non assumere posizioni chiare, diluire ogni questione fino a renderla innocua.
Il punto centrale è uno: amministrare non significa galleggiare. E invece è proprio questa la sensazione che emerge. Si rivendicano conti ‘in ordine’ come se bastasse a definire un’azione di governo. Ma un bilancio tecnicamente corretto è il prerequisito, non il risultato. È ciò che deve esserci, non ciò che qualifica un’amministrazione.
Anzi, proprio su questo tema emerge una contraddizione evidente: la politica si appropria dei risultati tecnici senza trasformarli in scelte. Gli uffici garantiscono la tenuta contabile; la politica dovrebbe indicare la direzione. Quando questa direzione manca, resta solo la gestione ordinaria. E la gestione ordinaria, per definizione, non cambia nulla.
La conseguenza è sotto gli occhi di tutti nei settori più sensibili. Sicurezza e Polizia Locale non sono materie secondarie, ma indicatori diretti della qualità amministrativa. Eppure, a fronte di dichiarazioni generiche, non si riscontra alcuna pianificazione concreta: nessun investimento strutturale, nessuna strategia di medio periodo, nessuna assunzione di responsabilità. Il ricorso a un bando condiviso con altri comuni non è una politica: è un ripiego.
Allo stesso modo, la cosiddetta progettualità appare spesso più comunicata che costruita. Iniziative nate altrove vengono rivendicate come successi locali, ma faticano a tradursi in risultati tangibili. Il limite non è solo tecnico: è politico. Senza conoscenza reale del territorio e senza una visione coerente, anche le opportunità si trasformano in operazioni di facciata.
Nel frattempo, la gestione del dibattito pubblico scivola su un piano ancora più fragile. La Polizia Locale diventa oggetto di polemiche sui social, e la risposta istituzionale oscilla tra interventi approssimativi e silenzi difficili da giustificare. In un contesto del genere, l’assenza di una voce autorevole non è neutralità: è rinuncia al proprio ruolo. Assessore dove sei?
E poi c’è la questione, tutt’altro che marginale, della trasparenza. Oggi i lavori del Consiglio comunale restano di fatto accessibili solo a chi può essere presente fisicamente. Non è un dettaglio tecnico, ma una scelta politica. La trasmissione in streaming non è un favore ai cittadini: è uno standard minimo di accountability. Negarla — o rimandarla — significa mantenere un filtro tra ciò che accade e ciò che viene raccontato. Le bugie e le minacce.
Il quadro che emerge non è quello di un’amministrazione sotto attacco, ma di un’amministrazione che fatica a dimostrare di avere una direzione. Ed è qui che il mantra ‘va tutto bene’ mostra la sua funzione reale: non descrivere la realtà, ma sostituirla.
Perché quando tutto viene dichiarato ‘a posto’, il rischio più grande non è che qualcosa vada male. È che nulla cambi. E che l’assenza di decisioni venga scambiata, giorno dopo giorno, per stabilità.”