Giustizia per Ravasio

Omicidio Ravasio: tre ergastoli per la “mantide” e i suoi complici

Il verdetto è giunto dopo 12 ore di camera di consiglio e conferma le accuse sull'omicidio del 52enne di Parabiago.

Omicidio Ravasio: tre ergastoli per la “mantide” e i suoi complici

Ergastolo per Adilma Pereira Carneiro, la 50enne brasiliana accusata alla Corte d’Assise di Busto Arsizio per l’omicidio di Fabio Ravasio, 52 anni, ucciso il 9 agosto 2024 a Parabiago, inizialmente considerato un incidente causato da un pirata della strada. Condanne all’ergastolo anche per Marcello Trifone e Fabio Lavezzo.

Il verdetto: ergastolo per i principali imputati

La sentenza è stata emessa nella tarda serata di lunedì 15 giugno, dopo una camera di consiglio durata circa 12 ore. Oltre alla donna, identificata come la regista del delitto, la Corte ha inflitto l’ergastolo anche a Marcello Trifone e Fabio Lavezzo. Altri imputati hanno ricevuto pene inferiori: Massimo Ferretti a 24 anni, Igor Benedito a 23 anni, Mohamed Dhaibi a 22 anni, Mirko Piazza a 14 anni e 4 mesi e Fabio Oliva a 14 anni. Questa sentenza accoglie in gran parte le richieste della Procura di Busto Arsizio, che aveva contestato un omicidio premeditato inserito in un contesto di sodalizio criminoso, con ruoli distinti nella pianificazione e nell’esecuzione del reato.

Pene più lievi per Dhaibi e Piazza

Secondo l’accusa, Ravasio sarebbe stato ucciso nell’ambito di un piano concepito per simulare un incidente stradale, eseguito da un commando organizzato con ruoli specifici: chi alla guida del veicolo, chi con compiti di supporto logistico e chi incaricato di attirare o bloccare la vittima. Sebbene la Procura avesse chiesto l’ergastolo anche per Dhaibi e Piazza, la Corte ha optato per pene più leggere, riconoscendo comunque la loro responsabilità nel contesto del piano criminoso. Al centro della sentenza rimane la figura di Adilma Pereira Carneiro, considerata dagli inquirenti la mente del delitto, motivata da ragioni economiche e dalla volontà di appropriarsi del patrimonio della vittima.