Nel primo trimestre del 2026, l’economia dell’Alto Milanese mostra segni di rallentamento ciclico, in linea con le difficoltà del settore manifatturiero europeo. L’indagine congiunturale del Centro Studi di Confindustri Alto Milanese evidenzia una lieve contrazione nella produzione industriale, mentre la domanda interna inizia a recuperare, sebbene quella estera rimanga debole.
Andamento settoriale
Le dinamiche settoriali si presentano diversificate: il comparto chimico-plastico continua a registrare performance positive, mentre il tessile mantiene un profilo moderatamente favorevole. Al contrario, il metalmeccanico subisce una flessione più marcata, influenzata anche da fattori stagionali.
In merito alla domanda, si osservano andamenti differenziati. Le commesse dal mercato nazionale mostrano un recupero, seppur contenuto, mentre quelle internazionali calano, riflettendo la debolezza del commercio globale. Circa il 30% delle aziende intervistate riporta una diminuzione del fatturato nel trimestre.
Prospettive future
Per i prossimi mesi, il 27% delle imprese prevede un incremento del fatturato, mentre il 61% si aspetta stabilità. Secondo le ultime indicazioni del Centro Studi Confindustria, la domanda globale continua a risentire della frenata degli scambi internazionali e del clima di incertezza geopolitica.
Gli indicatori generali segnalano una buona capacità di tenuta del sistema produttivo. L’occupazione si mantiene stabile e gli investimenti proseguono, anche se con intensità ridotta rispetto alla rilevazione precedente. Il 49% delle aziende prevede spese in conto capitale, in calo rispetto al 62% della precedente indagine. Le decisioni di investimento sono influenzate dall’incertezza macroeconomica, dalla crescita disomogenea e dai costi del capitale, ancora elevati nonostante segnali di riduzione.
A livello internazionale, si segnalano rischi legati all’evoluzione degli equilibri geopolitici, ai prezzi energetici e alla vulnerabilità del ciclo industriale mondiale.
Settore metalmeccanico
Il settore metalmeccanico si conferma il più esposto alla flessione della domanda. L’attività produttiva mostra una flessione significativa, accompagnata da un calo del fatturato e degli ordinativi, in particolare sui mercati esteri. Il 50% delle aziende intervistate segnala ricavi inferiori rispetto al trimestre precedente. Sebbene emergano timidi segnali di stabilità per i prossimi mesi, l’atmosfera rimane improntata alla prudenza. Solo un’azienda su quattro prevede spese in conto capitale nei prossimi sei mesi.
Settore Tessile-Abbigliamento e Calzaturiero
Il settore Moda presenta un andamento moderatamente favorevole, con una crescita della produzione sostenuta dalla buona tenuta degli ordini interni. Il fatturato mostra un’evoluzione positiva: il 44% delle aziende riporta risultati in miglioramento rispetto al periodo precedente. Le aspettative sono orientate verso la stabilità, con segnali di ulteriore avanzamento. Inoltre, cresce la propensione agli investimenti, un indicatore di fiducia in progressivo consolidamento. Complessivamente, il settore sembra essere in una fase di recupero, anche se non del tutto consolidata.
Settore Chimico e Lavorazioni Materie Plastiche
Il comparto chimico-plastico continua a rappresentare il principale motore della crescita locale, grazie a una dinamica particolarmente espansiva. L’aumento della produzione è sostenuto dal buon andamento degli ordinativi e da una marcata crescita del fatturato, positiva per il 56% delle aziende intervistate. Le prospettive per il prossimo semestre rimangono favorevoli, delineando un ulteriore rafforzamento del settore. La volontà di effettuare investimenti è elevata: il 63% delle imprese ha programmato spese in conto capitale, in linea con le aspettative di domanda ancora vivaci.