Aumento Tari a Dairago

Aumento del 9% per la Tari a Dairago: polemiche e spiegazioni

Il sindaco Paola Rolfi illustra le motivazioni dietro l'incremento della tassa sui rifiuti, mentre la minoranza critica la gestione delle utenze non domestiche.

Aumento del 9% per la Tari a Dairago: polemiche e spiegazioni

Nel 2026, il Piano Economico Finanziario (Pef) del Comune di Dairago prevede un aumento complessivo del costo della Tari dell’8,9%, passando da 729.328 a 794.409 euro, con un incremento di 65.081 euro. Tale decisione ha suscitato le critiche della minoranza, che evidenzia i disagi per le utenze non domestiche.

Motivazioni dell’aumento

Il sindaco Paola Rolfi ha spiegato che l’aumento è attribuibile principalmente all’innalzamento dei costi di gestione. In particolare, i costi per la raccolta e il trasporto della differenziata, che rappresentano il 42% della Tari, hanno subito un incremento di 58.768 euro (+21%). Anche i costi di trattamento e smaltimento dei rifiuti indifferenziati sono aumentati di 12.879 euro (+31,34%).

Accertamenti e detrazioni

Un ulteriore fattore che ha influito sul costo è la diminuzione delle detrazioni derivanti da accertamenti. Nel 2023, si è svolta un’intensa attività di controllo che ha inciso sulla Tari dell’anno precedente. Nel 2024, l’amministrazione ha invece puntato a fidelizzare i contribuenti, favorendo il rispetto delle scadenze di pagamento e aumentando la certezza delle entrate.

Modifiche alle detrazioni

Le detrazioni sono diminuite drasticamente, passando da 32.000 a 4.000 euro. L’incremento medio della Tari per le famiglie sarà compreso tra il 3,5% e il 5%. Per le utenze non domestiche, si sono presentate due opzioni: adeguare i coefficienti K secondo le indicazioni di Arera oppure mantenere i coefficienti attuali, modificando la ripartizione tra utenze domestiche e non domestiche sulla base dei coefficienti esistenti.

Scelte dell’Amministrazione

“Optare per l’adeguamento completo dei coefficienti avrebbe generato forti disuguaglianze nella ripartizione delle tariffe, favorendo la grande distribuzione con un aumento medio del 20%, mentre le attività commerciali come bar e ristoranti avrebbero subito un incremento intorno al 60%. Confermare i coefficienti attuali e aggiornare la ripartizione ha permesso di mantenere incrementi più equi, attorno al 45% per tutte le categorie di attività”.

Commento del sindaco

“La ripartizione della Tari tra utenze domestiche (72%) e non domestiche (28%) è conforme alla situazione di Dairago e si colloca al di sotto della media dei comuni dell’Alto Milanese, dove la distribuzione è del 66% per le famiglie e 34% per le utenze non domestiche. Questo è probabilmente l’ultimo PEF prima delle elezioni e, considerando l’aumento contenuto della Tari negli ultimi sei anni, possiamo ritenere soddisfacente la gestione del servizio”.

Critiche dell’opposizione

Le forze di opposizione hanno espresso un voto contrario ai provvedimenti, lamentando la mancanza di una visione strategica per il futuro del comune. Hanno contestato sia il metodo che il merito della revisione del Piano Economico Finanziario della Tari.

“La documentazione è stata fornita ai consiglieri solo poche ore prima della seduta, limitando un’analisi approfondita. Mentre gli aumenti per le utenze domestiche sono contenuti, per molte attività economiche si arrivano a registrare incrementi fino al 40%, impattando significativamente su negozi e bar. Rimangono inoltre irrisolte molte criticità relative alla tariffa puntuale, con centinaia di utenze non identificate e dati insufficienti per valutare l’efficacia della raccolta differenziata”.