La Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio di Milano ha rifiutato di approvare la realizzazione di torri residenziali nell’area B del progetto di recupero dell’ex Manifattura di Legnano.
Parere negativo sulle torri residenziali
Questa bocciatura, sebbene non fermi l’intero piano di rigenerazione urbana, richiede una revisione sostanziale della componente abitativa proposta dalla proprietà Officine Mak srl, presentata lo scorso febbraio. La Soprintendenza ha dato invece un “parere favorevole condizionato” per vari interventi di recupero degli edifici storici del complesso, confermando la conservazione della ciminiera e la ristrutturazione dell’ex teatrino e della cappella. Tuttavia, ha puntato il dito contro tre edifici residenziali lungo via Banfi, alti tra i dieci e i diciotto piani, con altezze che variano tra 35 e 65 metri. Secondo l’ente, le torri “si impongono con un linguaggio architettonico improprio” e sono considerate “elementi totalmente estranei al contesto”, spingendo così il Ministero della Cultura a chiedere un significativo ridimensionamento delle volumetrie e una maggiore coerenza con il carattere storico dell’ex fabbrica.
Posizione del Comune
Il Comune di Legnano, attraverso una nota diffusa venerdì 15 maggio, ha chiarito l’esito della Conferenza di servizi istruttoria, che ha visto il coinvolgimento di diversi enti per un primo parere sul progetto. “Si è conclusa oggi l’iter della Conferenza di servizi, un passaggio obbligatorio per raccogliere indicazioni utili all’affinamento del progetto definitivo”, ha dichiarato il Comune, che ha evidenziato come la maggior parte dei pareri ricevuti siano stati favorevoli. Palazzo Malinverni ha sottolineato che la Soprintendenza ha fornito “indicazioni importanti” anche su aree verdi, parcheggi interrati e destinazioni d’uso di alcuni spazi dell’opificio. Riguardo alla parte residenziale, il Comune ha ammesso che “solo sulla nuova residenza la Soprintendenza ha espresso un parere negativo”, richiedendo “un linguaggio architettonico più in linea con il contesto”.
Il confronto con la Soprintendenza continuerà nei prossimi giorni, con i progettisti che si incontreranno per sviluppare ulteriori soluzioni.
Dettagli sul progetto presentato a febbraio
Il piano di recupero dell’ex Manifattura è stato ufficialmente presentato nel febbraio 2026, in concomitanza con la firma di un protocollo d’intesa tra il Comune di Legnano, l’Università Statale di Milano e la Città metropolitana per la creazione di un nuovo polo universitario negli spazi dell’ex sito industriale. L’intervento prevede la trasformazione di oltre 40mila metri quadrati in aree con funzioni universitarie, residenziali, commerciali e terziarie, oltre alla creazione di un ampio parco urbano e spazi pubblici. All’interno dei 4mila metri quadrati ceduti al Comune dovrebbe sorgere una sede dell’Università Statale, dedicata alla Facoltà di Medicina e Chirurgia. La componente residenziale in altezza era stata enfatizzata dal sindaco Lorenzo Radice come un elemento simbolico del progetto di rigenerazione urbana.
Reazioni politiche
Franco Brumana, consigliere comunale del Movimento dei cittadini, ha reagito con fermezza alla bocciatura, denunciando una presunta gestione “in segreto” della Conferenza di Servizi. Brumana ha accusato la Giunta Radice di tentare di approvare il piano attuativo senza il coinvolgimento di consiglieri comunali e commissione paesaggistica. In seguito al comunicato del Comune, ha definito “resa della Giunta Radice”, criticando Palazzo Malinverni per “imbrogliare le carte”, mentre chiede che il piano attuativo venga reso pubblico e che venga garantita “la dovuta trasparenza” sull’intera operazione urbanistica.
Mario Almici, candidato sindaco del centrodestra, ha espresso “stupore, indignazione e preoccupazione”, definendo le prescrizioni della Soprintendenza come “una netta stroncatura del progetto”. Almici ha criticato il Comune per la mancanza di condivisione del piano con il Consiglio comunale e ha messo in dubbio la sostenibilità dell’operazione. Ha anche definito il protocollo con l’Università Statale una “passerella elettorale”, parlando di “fallimento amministrativo” nella gestione dell’ex Manifattura.
Carolina Toia, candidata sindaco della lista civica che porta il suo nome, ha chiesto maggiore trasparenza sul progetto, sostenendo che il piano sia stato “tenuto troppo a lungo lontano dal confronto pubblico”. Toia ha invitato il sindaco Radice a pubblicare tutti gli atti del piano attuativo, evidenziando le possibili ripercussioni economiche dello stop imposto dalla Soprintendenza e sottolineando le difficoltà del comparto edilizio legnanese.
Nella foto di copertina: l’area dismessa dell’ex Manifattura con la sua iconica ciminiera, una torre alta 78 metri, costruita nel 1903 con mattoni importati dall’Inghilterra.